Su 80 seggi disponibili 44 li hanno conquistati le donne. Accade in Rwanda, dove sono stati resi noti da poco i risultati delle ultime elezioni che hanno visto riconfermato Paul Kagame.
Se per un istante si mettono da parte i problemi di diritti umani, libertà d'informazione e conflitti tribali, il Rwanda adesso ha il titolo di primo paese al mondo dove le donne in Parlamento superano gli uomini. Ancora meglio della Svezia dove le quote rosa si fermano al 47% e di Cuba con il 43,2%.
Inutile cercare l'Italia nella classifica dell'InterParliamentary Union (aggiornata al 31 luglio e quindi con i vecchi dati sul Rwanda): il nostro Paese "guadagna" solo un 51esimo posto con Cina e Canada (21,3% di poltrone rosa in Parlamento) dopo stati come l'Uganda, il Vietnam, Costa Rica, Nepal, Iraq ed Eritrea. Qui la lista completa, se qualcuno volesse riflettere ancora...
La domanda giunti a questo punto sorge spontanea: ma non è che in Italia vengono elette poche donne perché poche sono le donne che i partiti decidono di candidare?
Alle ultime elezioni le quote rosa hanno avuto (dopo tante discussioni e dibattiti interni ai partiti) il 42% nelle liste: a quanto pare una percentuale ancora troppo bassa per raggiungere la soglia del 30% (considerata la percentuale minima per avere un equilibrio tra i due sessi al potere) delle candidate che poi vengono effettivamente elette.
Se per un istante si mettono da parte i problemi di diritti umani, libertà d'informazione e conflitti tribali, il Rwanda adesso ha il titolo di primo paese al mondo dove le donne in Parlamento superano gli uomini. Ancora meglio della Svezia dove le quote rosa si fermano al 47% e di Cuba con il 43,2%.
Inutile cercare l'Italia nella classifica dell'InterParliamentary Union (aggiornata al 31 luglio e quindi con i vecchi dati sul Rwanda): il nostro Paese "guadagna" solo un 51esimo posto con Cina e Canada (21,3% di poltrone rosa in Parlamento) dopo stati come l'Uganda, il Vietnam, Costa Rica, Nepal, Iraq ed Eritrea. Qui la lista completa, se qualcuno volesse riflettere ancora...
La domanda giunti a questo punto sorge spontanea: ma non è che in Italia vengono elette poche donne perché poche sono le donne che i partiti decidono di candidare?
Alle ultime elezioni le quote rosa hanno avuto (dopo tante discussioni e dibattiti interni ai partiti) il 42% nelle liste: a quanto pare una percentuale ancora troppo bassa per raggiungere la soglia del 30% (considerata la percentuale minima per avere un equilibrio tra i due sessi al potere) delle candidate che poi vengono effettivamente elette.



