venerdì, 19 settembre 2008
Su 80 seggi disponibili 44 li hanno conquistati le donne. Accade in Rwanda, dove sono stati resi noti da poco i risultati delle ultime elezioni che hanno visto riconfermato Paul Kagame.

Se per un istante si mettono da parte i problemi di diritti umani, libertà d'informazione e conflitti tribali, il Rwanda adesso ha il titolo di primo paese al mondo dove le donne in Parlamento superano gli uomini. Ancora meglio della Svezia dove le quote rosa si fermano al 47% e di Cuba con il 43,2%.

Inutile cercare l'Italia nella classifica dell'InterParliamentary Union (aggiornata al 31 luglio e quindi con i vecchi dati sul Rwanda): il nostro Paese "guadagna" solo un 51esimo posto con Cina e Canada (21,3% di poltrone rosa in Parlamento) dopo stati come l'Uganda, il Vietnam, Costa Rica, Nepal, Iraq ed Eritrea. Qui la lista completa, se qualcuno volesse riflettere ancora...
La domanda giunti a questo punto sorge spontanea: ma non è che in Italia vengono elette poche donne perché poche sono le donne che i partiti decidono di candidare?

Alle ultime elezioni le quote rosa hanno avuto (dopo tante discussioni e dibattiti interni ai partiti) il 42% nelle liste: a quanto pare una percentuale ancora troppo bassa per raggiungere la soglia del 30% (considerata la percentuale minima per avere un equilibrio tra i due sessi al potere) delle candidate che poi vengono effettivamente elette.
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categoria:politica, donne, elezioni, rwanda
venerdì, 18 luglio 2008
La notte scorsa il giornalista dell'emittente televisiva di Partinico (Palermo) TeleJato, Pino Maniaci, che alcuni mesi fa era stato aggredito da due ragazzi, uno dei quali figlio di un capo mafia, è stato vittima di un nuovo atto intimidatorio. Stavolta gli è stata incendiata l'automobile.

Sulla vicenda, in seguito alla denuncia di Maniaci, hanno aperto un'inchiesta i carabinieri. Certa l'origine dolosa delle fiamme: gli inquirenti hanno trovato all'interno del cofano dell'auto, parcheggiata nei pressi della televisione, tracce di liquido infiammabile.

Maniaci, che attraverso l'emittente televisiva TeleJato ha più volte denunciato gli affari dei boss di Partinico, il 30 gennaio scorso venne aggredito da due ragazzi, uno dei quali, all'epoca minorenne, è figlio di un capo mafia detenuto del paese. Entrambi gli aggressori sono stati indagati a piede libero.

Il consigliere comunale di "Altra Palermo", Fabrizio Ferrandelli, ha espresso la propria solidarietà a Pino Maniaci. "L'auto incendiata sotto la redazione di "Telejato" - ha detto Ferrandelli - è l'ennesimo vile gesto di chi vorrebbe intimidire e zittire la libera informazione e la linea della legalità".
da LaSicilia.it
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categoria:mafia, giornalismo, telejato, pino maniaci
mercoledì, 02 luglio 2008
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categoria:colombia, betancourt
sabato, 03 maggio 2008

tornando dall'India

Sono finiti i dieci giorni dell'India. Si sono conclusi con 38 ore di viaggio filate... treno notturno in terza classe, volo interno, trasferimento via bus, volo intercontinentale... ed ecco nuovamente l'Italia.
Così come l'avevo lasciata. Spetta al tassista aggiornarmi sugli ultimi eventi. In Parlamento si spartiscono seggi e presidenze, la destra prende Roma, la sinistra si guadagna Vicenza. Fa strano ascoltare certi discorsi, i redditi on line, i comici che sbraitano atteggiandosi a capetti, insulti a destra e a manca, quando per dieci giorni si è rimasti immersi nei problemi di sopravvivenza di tante persone che vivono a pochi metri dai bei palazzi, condizioni igieniche disastrate, un fiume usato per irrigare i campi e dissetare i figli e alo stesso tempo usato come latrina a cielo aperto, cumuli di spazzatura bruciati perchè non c'è più spazio (e non era Napoli), la libertà della donna che ancora resta un enigma arcano di cui nessuno ne capisce il senso.
Si prova un senso di stordimento nel passare dall'India all'Europa. Soprattutto se il primo "salto" viene fatto tra l'aeroporto di Delhi, con i suoi odori di gelsomino, spazzatura bruciata, magnolie, smog e curry, e l'aeroporto di Zurigo, asettico come una garza sterile, dove anche il caffè non ha odore e dove il suono dei campanacci delle mucche viene riprodotto in digitale nella metropolitana che unisce gli arrivi alle partenze (la "famosa" ironia svizzera?).
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categoria:vacanze, india
mercoledì, 26 marzo 2008

...lettura del Tibet...

capita di leggere sui giornali italiani che la manifestazione a Olimpia è stata "turbata" dal gesto di un "attivista".
il turbamento sarebbe uno striscione di protesta contro l'occupazione del tibet e le repressioni della libertà di stampa in cina?
da quando quelli di reporters sans frontiéres sono degli "attivisti", con l'accezione negativa con cui viene usata oggi questa parola?
La "democratica" Cina è più vicina di quanto si pensasse...
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categoria:cina, tibet, olimpiadi
domenica, 24 febbraio 2008

Madrid corre

Le corse della Spagna, ormai seconda meta turistica nel mondo dopo la Francia. Barcellona in pieno sviluppo industriale ed economico.
Basta fare un giro per le strade di Madrid e osservare i vigili urbani. Fischiano. In continuazione. Intimoriscono con il loro lavoro preciso, veloce, rapido. Costante. Non si fermano un attimo.
Una sola immagine per capire la differenza Italia-Spagna degli ultimi dieci anni: i vigili di Madrid.
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categoria:italietta, europa, spagna, madrid
venerdì, 11 gennaio 2008

la casta...

la notizia mi è tornata in mente guardando il tg1 di questa sera... dei bambini che hanno "consigliato" come fare un tg... cosa scrivere... soprattutto scrivere belle notizie... insomma la smania di dire "come si fa" oltre ai politici e agli imprenditori, adesso è venuta pure ai bambini.
E mi è tornata in mente una cosa letta stamattina sul giornale: l'intervista negata di Grillo su l'Espresso. Gilioli gli chiede un'intervista (e rifiuta di pubblicare la controproposta di Grillo, ovvero di pubblicare un testo scritto interamente da Grillo stesso), all'inizio Grillo accetta ma dice che risponderà solo via mail. Poi rifiuta.
In gioco c'è il Vday del 25 aprile contro la stampa. Se volete ecco il link alla vicenda riportata sul blog di Gilioli. Grillo, ha corretto il tiro e ha scritto sul suo blog che il v-day non è contro i giornalisti, ma contro l'ingerenza della politica nel giornalismo, un v-day per la libertà dell'infomazione (e qui trovate il suo post). Tuttavia, e chi parla in pubblico questo dovrebbe saperlo bene, l'effetto non è stato questo: da quanto si legge nella maggior parte delle risposte sia sul blog di Gilioli che di Grillo, il risultato è che tutti vorrebbero mettere al rogo giornali e giornalisti. Indistintamente, tanto sono tutti uguali. Senza contare che la maggior parte ha difeso Grillo (che ha rifiutato un'intervista...) a spada tratta e dire quasi per partito preso...
Le mie trenta righe di oggi, le prime trenta del 2008, le vorrei usare per dire questo:
ci sono molti giornalisti che si spaccano la schiena per lavorare. Scrivono di giorno e la notte studiano. Ci perdono gli occhi su leggi e bilanci. Sbattono la testa perchè devono capire quello che scrivono. Sentono una parte e fanno di tutto per sentire anche la controparte. Spendono soldi di tasca propria (perchè quelle che i giornali danno ai collaboratori spesso non possono essere considerate delle paghe) per riverificare tutti i dati. Si chiedono il perchè. Cercano, scavano, approfondiscono. E nonostante ciò sanno che fanno solo una piccola parte del loro lavoro. Che non sarà mai abbastanza. Ci sono i giornalisti che dicono di no. E ci sono quelli che non invierebbero mai all'intervistato (o all'interessato) un articolo per farlo leggere prima della pubblicazione, "se vuole lo trova domani in edicola". Ci sono i giornalisti sottopagati ma nonostante tutto, corretti. Ci sono quelli che rifiutano qualsiasi etichetta politica. Quelli che diffidano. E ci sono quelli che nel giornalismo ancora ci credono.
Ecco, vorrei che questo lo ricordassero quelli che grugniscono contro tutto e tutti. Quelli che sono sempre incazzati contro "gli altri" e che poi nei fatti non fanno nulla. Quelli che parlano di pancia: perchè le cose vere, quelle cambiano il mondo, vanno pensate. Non basta sentirle. Si parla di pancia solo alle masse, come alle pecore. E alle pecore si parla solo dai balconi delle piazze.
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categoria:giornalismo, grillo, v-day
lunedì, 19 novembre 2007
de-mastellator

apppena saputo dal blog di un amico , diffondo il verbo...
qui il progetto vero e proprio, ideato da simbul, non vi svelo nulla, andate a vedere...

grazie, simbul, ne avevamo bisogno
adesso però, lavora anche sulle foto  :D
postato da: Valeria_Russo alle ore 11:23 | Permalink | commenti
categoria:politica
martedì, 06 novembre 2007

Ciao, Enzo

Si è spento questa mattina nella clinica milanese dove era ricoverato da giorni, Enzo Biagi.
A noi che iniziamo e fare i giornalisti ma anche a chi ha gi fatto molta strada resta l'esempio di un vita dedicata al Giornalismo: verità, ricerca, onestà, pacatezza. Un solo padrone, il lettore.
postato da: Valeria_Russo alle ore 14:23 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, enzo biagi
lunedì, 05 novembre 2007
Arrestato il boss Lo Piccolo
Arrestati i boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Padre e figlio sono finiti in manette in una villetta a Giardinello, tra Cinisi e Terrasini, nel palermitano. Salvatore Lo Piccolo, latitante dal 1983, era ritenuto al vertice di Cosa Nostra palermitana. Dopo l'arresto di Bernardo Provenzano, infatti, avrebbe assunto il controllo dell'organizzazione criminale contendendo la leadership a Matteo Messina Denaro, boss latitante del trapanese.
Con loro sono stati arrestati anche i latitanti Gaspare Pulizzi e Andrea Adamo. Il primo è reggente di Brancaccio il secondo di Carini. Tutti inseriti fra i 30 maggiori ricercati d'Italia. I quattro erano impegnati in una riunione fra boss. Le manette sono scattate anche per altri due favoreggiatori. La notizia è arrivata mentre a Palermo si celebra la 'Giornata della memoria' in ricordo di tutte le vittime della mafia.
tratto da Repubblica
postato da: Valeria_Russo alle ore 16:26 | Permalink | commenti
categoria:mafia